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è raccontare un viaggio....

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10 cose che devi sapere/scoprire nel tuo viaggio a Salvador de Bahia!

Aggiornato il: 15 dic 2020

Chi, ragionando o fantasticando di un viaggio in Brasile, non ha mai sentito parlare di SALVADOR DE BAHIA?


Nessuno, crediamo...e rispettando questa tradizione, siccome anche voi starete fantasticando un prossimo viaggio nel paese più bello del Mondo, abbiamo pensato di regalarvi questo post con le 10 cose che devi sapere prima di partire, su Bahia!



1 — Perchè Bahia? Il nome di una delle più frizzanti regioni del Brasile moderno (ma anche di quello passato) si deve, come sempre quando trattasi di luoghi fioriti a seguito della scoperta del Nuovo Mondo, a qualche aneddoto legato alle gesta dei colonizzatori Europei. Il 1 novembre 1501, infatti, giorno della celebrazione di tutti i Santi, quando già era passato un anno dalla scoperta del Brasile avvenuta per mano di Álvares Cabral, ed in particolare, i navigatori Gaspar de Lemos e Amerigo Vespucci (il nome sicuramente vi dice qualcosa) giunsero nella meravigliosa baia che oggi è la "casa" della città

Ispirati dalle circostanze, decisero che quel luogo incantevole che aveva rapito la loro attenzione, da quel giorno, doveva prendere il nome di Baía de Todos os Santos! All'epoca, questa baia, la seconda più grande al mondo, era abitata dagli indiani Tupinamba ed ospitava parecchi approdi considerati strategici per le navi di passaggio impegnate nel floridissimo traffico merci fra il vecchio ed il nuovo mondo. Per questo, secondo il volere del Re D. João III, nella Baía de Todos os Santos venne creato il primo sistema di capitanerie ereditarie del Brasile che, tuttavia, non ebbe il successo sperato!


Dopo quasi 50 anni da questo primo esperimento, la monarchia portoghese nominò Thomé de Souza governatore del Brasile che, nel 1549, ordinò la costruzione della città-fortezza, São Salvador da Bahia de Todos os Santos.


Grazie a questa sua nuova condizione, Salvador, nome che conserva ancora, è stata sino al 1763 la capitale del Brasile e dell’America cattolica. Come molti sanno, Salvador ha un profondo legame con la storia della schiavitù nelle Americhe, ne fu porto principale in Brasile e favori non poco il il commercio transatlantico di esseri umani che, malauguratamente, ebbe inizio nel XVI secolo con l'espansione portoghese sulla costa africana per terminare molti molti anni dopo.


Si hanno notizie di schiavi africani sbarcati a Salvador risalenti già al 1550; la maggior parte di essi proveniva dalle coste dell’Africa occidentale dove, salendo incatenati sulle fetide Navi negriere, piene di morte e malattie, venivano trasportati in Brasile con un viaggio di circa due mesi per lavorare nelle piantagioni di Bahia de Todos os Santos e nelle miniere d‘oro di tutto il paese. Nonostante il loro destino infame, gli africani trasmisero gioia e musicalità alla cultura brasiliana o, come disse Gilberto Freyre, “un modo di parlare dolce e musicale. Inoltre, resero più speziata la cucina di Bahia”.


La schiavitù fu abolita nel 1888. Oggi, Salvador è la città più nera del mondo al di fuori dell’Africa. 2 — Gastronomia Bahiana…

Le strade colorate del Pelourinho, ovvero il caleidoscopico centro storico di Salvador (dichiarato patrimonio dell'Umanità da parte dell'UNESCO) trasudano odore di olio di palma. Anche camminando ad occhi chiusi, seguendo l'irresistibile aroma che si diffonde per tutte le strette viuzze di questo quartiere, potremmo arrivare ad un banchetto di acarajé presidiato da una donna bahiana ....e perderci nei bocconi di questa delizia.



L'acarajé è il fondamento della cucina di Bahia e alimenta le divinità del Candomblé. La incredibile varietà della cucina Bahiana, che può essere scoperta grazie ad una visita del Museo gastronomico, è il risultato della meravigliosa fusione di ingredienti locali con quelli importati dai conquistatori e dai commercianti direttamente dal regno del Portogallo, (Europa e Asia) ma soprattutto con quelli Africani, iniettati nella cultura gastronomica brasiliani dagli schiavi che, in numero enorme, arrivavano dal continente nero.


Questo crogiuolo di saporo ed odori, spezie e condimenti, ha prodotto moquecas (zuppa di pesce), stufati di carne, vatapá e caruru.

Nello street food di salvador anche una buona birra fredda e la caipirinha sono una costante: nessuna festa è finita senza cocada nero, quindim de Yáyá, baba de moça o i deliziosi bolinho de estudante. Il ristorante Escola Senac è indubbiamente il posto giusto per iniziare ad apprendere la cucina locale.

Questo luogo poliedrico è, infatti, la casa del museo della cultura gastronomica Bahiana, dove poter acquistare un libro sulle ricette tradizionali, ammirare una esposizione su ingredienti o prodotti locali...ed ovviamente gustare pietanze prelibate!


Partiamo con l’Abará, che somiglia all’Acarajé, ma a differenza del primo è bollito invece e non fritto fritto. Ci dirigiamo poi verso il Carucu, un appetitiso paté di gombo e pesce, calamari e merluzzo. Dopo queste due meraviglie, sarà rimasto poco spazio....ma se ne avrete ancora, vi consigliamo, a scelta, il pollo Xim Xim, la maxixada, lo stufato di fagioli e il porridge di manioca.


Per chi non vuole rimanere annichiliato da tanta abbondanza, il SENAC serve anche "tapas" bahiane, sufficienti, quanto a dimensioni, per apprezzare sapori e suggestioni della cucina regionale!


L'esperienza gastronomica al Senac è accompagnata, di solito, da uno spettacolo folcloristico bahiano con danze orisha, teatro puxada de rede, xaxado, maculelé, fantastici balli di capoeira e samba di gruppo.



Prima di andare via, comunque, non rifiutate gli insaccati e la manioca fritta e non dimenticate di provare il rum fatto in casa (cachaça) ...graditisismo aiuto di fine pasto! 3 — Cosa significa "essere bahiani".


“I bahiani non nascono, fanno il loro debutto; non muoiono, escono semplicemente di scena".

Queste sono le parole di Nizan Guanaes, guru del marketing bahiano e “uno dei brasiliani più influenti al mondo". Come potete ben capire, secondo i Brasiliani essere di Bahia non è uon stato "anagrafico"....è uno stato mentale, uno stato dell'anima....ben descritto nell'espressione “Sorridi, sei a Bahia", un mantra che i venditori di nastro Bonfim ripetono continuamente. Roberto Carlos afferma che “tutto è possibile a Bahia. La prostituta partecipa, il gigolò s’innamora. È l’Isola che non c’è”. E ci assicura che “quando i bahiani non sono in festa, stanno facendo le prove". Una cosa è certa, i bahiani non dormono molto. La maggior parte delle persone che incontriamo, si alza verso le cinque del mattino per fare sport, Tai Chi, portare a spasso il cane o nuotare in mare. Fanno colazione con calma e poi vanno al lavoro. Nel pomeriggio, escono dal lavoro, si siedono con gli amici e gustano uno spuntino o una birra. A Salvador, ci sono giorni specifici per andare al Pelô, così come il martedì è il giorno per le benedizioni, una tradizione del XVIII secolo in cui viene benedetto il pane di Santo António. Alle sei, nella chiesa del Rosário dos Pretos, si celebra una messa afro-bahiana che include strumenti utilizzati nei terreiros de candomblé (luoghi di culto). Nonostante un tempo questa celebrazione fosse assai sentita, oggi, il suo aspetto più profondamente religioso è stato da tempo superato, e le piazze del centro storico vivono più nelle storie dei personaggi creati da Jorge Amado, piene di musica e gente che, invece dell'antica spiritualità, cerca di sentire l'axé (buona energia), che esiste solo a Bahia. 4 — Bahia cristiana e le sue 365 chiese


La "leggenda" narra che siano 365 le chiese che affollano le strade di Salvador de Bahia. Secondo l’arcidiocesi di Salvador, addirittura, ce ne sono altre nove!!!. Dorival Caymmi, un cantautore popolare Brasiliano che avrebbe spento 100 candeline nel 2014....giurò nelle sue canzoni che le chiese fossero proprio 365, una per ogni giorno dell’anno, e fu questo il numero che entrò per sempre nel folklore bahiano.


In realtà, indipendentemente da quante siano in realtà, è impossibile ignorarle e ignorare le loro diverse storie. Una delle storie più affascinanti è quella della chiesa Conceição da Praia, che fu costruita con pietre spedite dal Portogallo e assemblate nel quartiere di Cidade Baixa.

C' poi la Chiesa del Senhor do Bonfim, risultato di un voto fatto dal capitano dalla città portoghese di Setúbal, che tramite la sua costruzione volle rendere grazie al suo Santo protettore per aver trovato un porto sicuro al termine del suo periglioso viaggio oceanico. Dal Portogallo fu spedita una replica del santo e la chiesa fu costruita tra il 1746 e il 1772. Nel XVIII secolo, gli ex schiavi - e oggi i loro discendenti o altra gente del popolo - - ripuliscono il sagrato e i gradini della chiesa. La festa del Senhor do Bonfim, che prende vita ogni seconda domenica di gennaio, è oggi a la festa più popolare della città dopo il Carnevale. Chiesa di Nossa Senhora do Rosário dos Negros. Questa chiesa si trova alla fine del Pelourinho, ed è famosa per essere dipinta in varie tonalità di blu. Fondata nel 1685 da una delle prime confraternite di schiavi emancipati del Brasile venne usata, proprio grazie alle sue origini, per permette ai neri di pregare in sicurezza, lontani dalla loro quotidianità non sempre "sicura". Durante uan visita a questa chiesa, i viaggiatori e la gente coimune, avvolti da una suadente ’architettura coloniale e rococò, ascoltano una messa seguita da una processione in cui "Nossa Senhora do Rosário", bianca, è adorata da gente di colore. Esempio di meraviglioso sincretismo culturale e religioso, la cultura nera ha influenzato l’omelia tradizionale, con il coro accompagnato da percussioni, mentre la preghiera dei santi rende grazie agli orishas. Basilica cattedrale. A Terreiro de Jesus si erge la Cattedrale che, in precedenza, era un collegio dei Gesuiti. La facciata di questa importante chiesa ricorda una nave capovolta ed è realizzata interamente in pietra calcarea di Lioz importata, come quella della chiesa Conceição da Praia, dal Portogallo. Chiesa e Convento di São Francisco. Nota per essere “povera all'esterno e ricca all’interno", la chiesa di São Francisco nasconde e protegge circa 730 chili d'oro ed è uno dei migliori esempi di barocco brasiliano. Oltre all'oro, al suo interno si pososno ammirare mezza tonnellata di sculture in legno dorato. I chiostri di questa chiesa sono rivestiti con 136 pannelli di piastrelle ispirate al libro Teatro moral da vida humana, strumento di evangelizzazione usato - conme accadde anche in altri paesei dell'america latina interessati dalla "Conquista" - per insegnare il catechismo ai nativi analfabeti.


Durante la visita della chiesa, cercate altre testimonianze della fusione fra cultura nera ed europea...scoprirete l‘altare di Santa Ifigénia, la prima nera a essere canonizzata, e di São Benedito, un altro santo di colore, che porta un ragazzo bianco tra le braccia. Ordem Terceira de São Francisco. Situato accanto alla chiesa e al convento di São Francisco, il chiostro vanta un pannello di piastrelle raffigurante Lisbona prima del terremoto del 1755 e il corteo matrimoniale di D. José. La facciata manierista è l‘unica del suo genere nel paese ed è considerata uno dei più importanti esempi di barocco in Brasile. Fino al XX secolo questa chiesa era coperta di malta e fu scoperta per caso da un elettricista.

5 — Pelô ...il Pelourinho

Eletta immagine rappresentativa principale della città sulle cartoline e patrimonio dell’umanità dal 1985, Salvador somiglia a una città portoghese fortificata..... cui qualcuno ha tirato una secchiata di colore! Il suo centro storico ricco di palazzi, Pelourinho (Pelô), è stato il centro commerciale e amministrativo della città fino al XX secolo e, senza dubbio, ed è il quartiere con più chiese barocche per metro quadrato al mondo. Un modo interessante di visitare questo spettacolare quartiere (e ovviamente Cultour lo fa!) è visitarlo a piedi! Durante il tour si visita anche l’Elevador Lacerda, il famoso ascensore inaugurato nel 1837 che consente di avere una vista dall'alto del centro storico, che agli occhi del viaggiatore incredulo appare davvero essere un acquerello, e che nella cultura popolare è considerato “il modo più veloce e più economico per un bahiano per salire nel mondo". Il tour e i racconti iniziano nella Praça comunale, dove troverete il Palazzo Rio Branco, il Municipio (1549), la sede della Prefeitura, tutti progettati dall’architetto di Rio Lelé, e, ovviamente, l‘ascensore! Passeggiando per la piazza del duomo si può incrociare la statua di Pedro Fernandes Sardinha, il primo vescovo brasiliano che “si faceva pagare a peso d’oro per rimettere i peccati"....tutto il mondo è paese...e anche il "nuovo" mondo, non faceva eccezione!

La sua fine, tuttavia, non fu delle migliori: fu mangiato dagli indiani.

Il suo successore Pedro Leitão fu più fortunato, perchè, come dice "Roberto Carlos.... “Agli indiani non piaceva il maiale"


A Ladeira do Pelourinho, per favore, una tappa che non può essere ignorata.... fermiamoci in contemplazione davanti alla porta col numero 68. Questo è il luogo dove Jorge Amado scrisse "Sudore", "Quincas Berro D’ Água" e "Dona Flor", pietre miliari nella letteratura Brasiliana, continentale e mondiale....Amado è lo scrittore che meglio ha pennellato nei suoi romanzi i colori della perigliosa e festosa vita Bahiana.


Siamo oramai nella piazza più famosa della città, il luogo dove gli schiavi venivano percossi e venduti. Uno dei palazzi che arricchiscono la piazza ospita la Fondazione Jorge Amado. Grazie alla sua storia, questa piazza, curiosamente, fu scelta da Michael Jackson per registrare parte del video di "They Don’t Care About U"s, che divenne un inno contro l‘ingiustizia sociale. Effettivamente, per gli schiavi, di giustizia all'epoca coloniale non ve n'era molta. Oggi, il negozio che prestò il balcone al cantante è molto famoso e potete anche farvi fotografare accanto a un’immagine del cantante in cartone. 6 — Rio Vermelho Il quartiere di Rio Vermelho è sempre stato una apprezzata e tranquilla zona residenziale, in cui gli intellettuali di Bahia si sono sempre incontrati, per dialogare, sin dall’inizio del secolo scorso. È qui che si concentra la vita notturna della città, con bar che offrono samba e jazz e ristoranti alla moda. in riva al mare, a fianco alla Casa do Peso, sorge la Chiesa di Santana, dove i pescatori locali, che la gestiscono da tempo immemore venerano, insieme a tutti i Bahiani, Yemanjá (la dea del mare).


Il 2 febbraio, i festeggiamenti dedicati alla dea iniziano alle cinque del mattino. Le offerte ricevute vengono gettate a mare. I vari terreiros della città si radunano qui, suonando tamburi mentre rendono omaggio a uno dei principali orishas del Candomblé. 7 — Cidade Baixa Monte Serrat Fort e Ponta de Humaitá, sono famosi per l'unicità dei tramonti che, passeggiando, si possono osservare. Avanzando verso Avenida Centenário si incontra la palude prosciugata di Dique do Tororó, oggi trasformata in area ricreativa. Proseguendo per la Ribeira località balneare sin dal XVII secolo troveremo le belle spiagge dove le famiglie di Reconcavo erano solite trascorrere le loro estati. Siete nel posto giusto per concedervi un gelato alla Sorvetaria da Ribeira, (1931), che da quasi cento anni vanta un totale di 64 gusti. La sera potrete esplorare un tripudio di ristoranti di pesce sulla spiaggia di Penha e per chi ha più tempo, vale la pena fare un salto alla Feira de São Joaquim, per ammirare frutta e verdura, animali vivi e morti, articoli religiosi e oggetti di artigianato dell’entroterra.

8 — Arte, letteratura e artigianato


Bahia, l'arte e la cultura brasiliane hanno una storia che si intreccia e si tocca ripetutamente, e felicemente. Questa è la città che ha dato i natali non solo a musicisti meravigliosi, ma anche a tanti artisti famosi in molteplici discipline: Calanzans Neto, Mário Cravo e Bel Borba. L'ha raccontata Glauber Rocha in Deus e o Diabo na Terra do Sol, diventato un punto di riferimento del Cinema Novo. Originario dell’isola di Itaparica, anche João Ubaldo Ribeiro l’ha raccontata. più e più volte nelle pagine del suo immaginario letterario. Carybé e Pierre Verger non sono sui figli di nascita, ma si sono fatti adottare da Salvador...Il primo, Argentino, ha ballato la capoeira e ha partecipato ai terreiros del Candomblé. Il secondo, francese noto nell'arte della fotografia, è approdato a Salvador nel 1946 e dopo essersi perso nella cultura Bahiaha, è diventato uno studioso del culto Orisha. Nel Terreiro de Jesus troviamo questo negozio progettato dal figlio di un cercatore d’oro che si è dedicato a lungo al meraviglioso mondo delle gemme. Qui si trovano diamanti grezzi e tagliati.



Camminando per le vie del Pelourinho è facile capire e percepire come, con i suoi quasi 500 anni di storia, Salvador sia oggi un vero e proprio museo a cielo aperto, con 365 chiese, più di 70 musei, votata indissolubilmente al culto dalle arti e della letteratura....e con molta Africa nel cuore....Per questo, tutti la chiamano...LA ROMA NERA! 9 - Faro di Barra – Museo Nautico di Bahia Nel Forte de Santo António da Barra è possibile trovare il più antico edificio militare del Brasile risalente al 1534!

Questo edificio, oggi museo, ospita una vasta collezione di reperti e curiosi oggetti legati alla storia del mare e della navigazione. Troverete, al suo interno, una mostra permanente sull'antica Baía de Todos os Santos, sulla sua storia, geografia e sulle sue tradizioni popolari. Per chi ama le classifiche è bene sapere che nel 2007 il Guardian ha eletto Praia do Porto Barra una delle tre migliori spiagge del mondo (e dalla foto non sembra abbiano torto)


Occhio, sappiate che i fine settimana, la spiaggia è letteralmente invasa dalla gente dell’entroterra, quindi se volete godervi in santa pace una meraviglia della natura,(cioè se volete evitare di essere coinvolti in feste a base di cachasa e birra gelata, con canti e balli come se domani finisse il mondo), evitate...e scegliete un giorno infrasettimanale. Ad Amaralina potete trovare le donne bahiane che vendono acarajés. Sotto gli alberi di cocco di Jardim de Alá, vedrete delle massaggiatrici che propagandano “centri benessere" all'aperto. La spiaggia migliore per nuotare è Piata con le sue piscine naturali. Immortalata dalla canzone di Vinicius, la spiaggia di Itapuã vanta un che di selvaggio durante la settimana. Nel fine settimana, come il resto della costa, è presa d’assalto da gente che farebbe di tutto per abbronzarsi. Gli amanti del surf possono godersi le onde di Aleluia, Stella Maris e Juaguaribe. L‘isola di Itaparica Prendete una goletta nel porto di Salvador e raggiungete quest’isola al centro della baia. Superiamo il Forte de São Marcelo, costruito nel corso del XVII secolo, e facciamo una pausa sulla Ilha dos Frades. Dopo un tuffo rinfrescante, saliamo fino alla Igreja de Nossa Senhora da Guadalupe, prima di proseguire verso Itaparica. Per prima cosa, un buffet tra le mangrovie; poi partiamo alla scoperta delle bellezze dell’isola. La più sconcertante di tutte è la fontana Fonte da Bica da cui, secondo Neguinho Edson Jorge, sgorga l‘elisir dell’eterna giovinezza.


10 - Museo di Arte Sacra (UFBA)

Situato nel Convento di Santa Teresa de Ávila fondato dai Carmelitani Scalzi nel XVII secolo. I visitatori possono studiare le rotte degli schiavisti, osservare l‘abbigliamento e le acconciature dell’epoca o ammirare i pannelli in legno scolpiti da Carybé. Godetevi il tramonto nel parco di sculture lungo le opere di Bel Borba, Mário Cravo Junior, Maestro Didi e Carybé. La collezione comprende opere di Tarsila do Amaral e Portinari.

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