Marco Moleskin

Emozioni di viaggio di Giuseppe del “Meschino Tour”

07/08/2019

La Corda di Eliseo tiene a galla il Brasile remoto

Scivola lentamente tra le dita rugose di Eliseo, la Corda carezzata dal vento scorre placida e sicura tra i passanti artigianali e farraginosi, tiene a galla la balsa che attraversa il fiume Torroes: la chiatta in via di sviluppo che sorregge la 4×4 ultimo modello. La Corda di Eliseo è l’emblema di un Brasile remoto e sconosciuto, il Nord Est off road da Fortaleza a Sao Luis do Maranhao: emozioni uniche ed un’esperienza che non lascia spazio all’oblìo.

Off road verso Icaraì

Il Brasile che non ti aspetti, lontano dagli stereotipi del Carnevale di Rio o dai clichè verde-oro da Maracanà: un Brasile calmo, quotidiano, ordinario ma speciale… un paese di pescatori che vivono alla giornata sulla costa bagnata dall’Atlantico, in luoghi incantevoli e solitari, suggestivi e pieni di charme.  

Il viaggio inizia sulle orme della laguna di Amocega per raggiungere la spiaggia limitrofa di Flecheiras e termina su un volo panoramico da Barreirinhas a Sao Luis sul parco di dune del Lencois Maranhense: una delle più grandi meraviglie del mondo, senza alcun bisogno di classifiche da riviste patinate o di graduatorie planetarie stabilite a forza di click.

Piscine naturali sulla costa nord-est

In mezzo: una distesa di spiagge deserte tra cui quella di Baleias e di Mundau, rudimentali zattere che caricano SUV su acque fangose che ospitano ostriche di mangrovie, buggy in costante slalom dal villaggio di Mosquito sulla serpentina del Rio Aracotiacù alle famose Lagoas Paraiso e Azul nel Parco Nazionale di Jericoacoara.

Ed ancora off road per Camocim, attraverso le sabbie di Tatajuba, antico villaggio sommerso dalle dune, per un magico tramonto a Barra dos Remedios sulla foce del Rio Coreau giusto a ridosso della duna più alta dello stato del Ceara.

Barra dos Remedios

Una galleria di personaggi variopinti spazia dal folclore all’antropologia ed accompagna il percorso. Rafael è l’assoluto protagonista, autista per sbaglio ed attore mancato, in costante equilibrio tra le sabbie mobili del tragitto, sulle note di Felicidade di Caetano Veloso, vera colonna sonora di questa avventura d’inizio luglio e di fine decade 2019.  

La tipica “balsa” usata per l’attraversamento dei fiumi

Non è l’unico. C’è anche Veridiano. Ha pochi denti ma tanta energia. Invece della corda ha un motore a benzina del tempo che fu che naviga il fiume Curiau. A volte si ferma a metà cammino. A volte non parte. A volte arriva a destinazione. Come questa volta.

Il giro prosegue bordeggiato dalla Caatinga, tipico ecosistema carioca delle regioni del semiarido. Si passa dalla città di Chaval con le sue caratteristiche formazioni rocciose granitiche. Ma la vera sorpresa è il Delta del Parnaiba dal porticciolo di Tatus verso l’approdo di Tutoia. Lo spettacolo ci attende all’Ilha do Caju: il rientro al tramonto di migliaia di Guaras, ibis rosso scarlatto che colorano le foreste di mangrovie.

Guaras sull’Ilha do Cajù

Un tuffo nelle acque trasparenti delle Lagoas Capivara e Gaviao nel Lencois Maranhense chiude il passaggio a ritmo di gambero. Si torna indietro. Alla Corda di Eliseo che tiene a galla il Brasile remoto. 

Giuseppe ZAFFUTO  


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